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Regioni in Italia
 
Dettaglio Comune - Informazione e cenni storici
Roma

Roma, la Città eterna, è la capitale d’Italia. Ha una superficie molto estesa: 1285 kmq, che se comprendiamo anche la provincia diventano 5352, e conta quasi 3 milioni di abitanti. La città si trova sulle rive del Tevere, e secondo le tradizioni narrate fu costruita su sette colli, il Campidoglio, il Palatino, il Quirinale, l’Aventino, l’ Esquilo, il Viminale e il Celio. E’ la città in cui la maggior parte delle persone, italiani e stranieri, vorrebbero vivere; ha dato ispirazione a registi, artisti, scrittori, è talmente colma di monumenti opere d’arte, chiese, fontane, templi e piazze da rendere difficile una sua visita completa.


 



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Cenni storici

La leggenda narra che la Città Eterna, questo il nome attribuito a Roma da Goethe, fu fondata il 21 aprile del 753 a.C. da Romolo: egli fu allattato insieme al fratello gemello Remo da una lupa, che tutt’oggi è il simbolo della città. La prima forma di governo della città fu la monarchia, il passaggio alla repubblica si ebbe quando la classe dei Patrizi  cacciò i re etruschi. Durante il periodo repubblicano Roma fu invasa dai Galli (390 a.C.) e, successivamente, furono costruite le mura della città tuttora visitabili; a questo periodo risale pure la costruzione del Foro e di diversi acquedotti.

Con le guerre puniche divenne padrona del Mediterraneo; successivamente, ai suoi domini si aggiunsero la Spagna, la Gallia e molte aree dell'Asia Minore. In epoca imperiale Roma raggiunse l'apice dello splendore, furono costruiti l'Ara Pacis, la Domus Aurea dell'imperatore Nerone, le terme e l'Arco di Tito, il Colosseo, il Foro di Nerva, il Pantheon, il Tempio di Adriano, le Terme di Caracalla, l'Arco di Costantino.

Immenso è il patrimonio artistico della città; in questa guida ci limiteremo ad elencare i monumenti più conosciuti e quelli di maggior interesse culturale. L'Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto come Colosseo, si trova al centro della città; la sua costruzione iniziò nel 70, sotto l'imperatore Vespasiano, e fu ultimata da Tito dieci anni dopo; di forma ellissoidale, in epoca romana ospitava le lotte tra animali, l'uccisione dei condannati a morte e degli schiavi da parte di fiere e le battaglie navali, che potevano essere adibite allagando l'arena.

Tra il XV e XVI secolo una grande parte dell'anfiteatro fu demolita ed i materiali furono utilizzati per la costruzione di Palazzo Barberini e del Porto di Ripetta. Il Pantheon è un edificio di forma circolare dedicato a tutti gli dei: fu costruito prima da Agrippa e poi restaurato completamente dall'imperatore Adriano tra il 123 e il 128 d.C.

 

Appuntamenti in Roma

ESTATE ROMANA 2009 giugno »
Estate Romana 2009. A Roma c'è sempre qualcosa da fare e soprattutto l'estate con la complicità del caldo nella capitale vengono organizzati molti eventi ci sono molte cose da visitare, feste,...

Da vedere in Roma

Colosseo »
Il Colosseo, denominato dagli antichi Romani "Anphitheatrum Flavlum", fu costruito dall'Imperatore Vespasiano, nel 72 d.c. circa, e inaugurato da suo figlio Tito nell'80 d.c. L'edificazione avvenne nell'area occupata dall'enorme palazzo di Nerone, la Domus Aurea, costruita dopo il grande incendio di Roma del 64, che doveva essere una valle racchiusa tra i colli della Velia, Palatino,Celio, Oppio, e Fagutale ed era attraversata da un corso d'acqua che correva in direzione del Tevere lungo un percorso che segue grosso modo l'attuale via di San Gregorio.

Pantheon »
Il Pantheon è un edificio di Roma antica, costruito come tempio dedicato a tutti gli dèi. I Romani lo chiamano amichevolmente la Rotonna ("la Rotonda"), da cui il nome della piazza antistante. All'inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in chiesa cristiana, chiamata Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni apportate agli edifici della Roma classica dai papi.

Fontana di trevi »
La Fontana di Trevi è la più grande ed una fra le più note Fontane di Roma; è considerata all'unanimità una delle più celebri fontane del mondo.

Piazza Navona »
Piazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma è quella di un antico stadio, e venne costruita in stile monumentale per volere di Papa Innocenzo X, della famiglia Pamphili. Piazza Navona, ai tempi dell'antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall'imperatore Domiziano nell'85 d.C. e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 275 metri, largo 106 e poteva ospitare 30.000 spettatori. Lo stadio era riccamente decorato con statue, una delle quali è quella di Pasquino (forse una copia di un gruppo ellenistico pergameno che si presume rappresentante Menelao che sorregge il corpo di Patroclo), ora nell'omonima piazza a fianco di piazza Navona. Poiché era uno stadio e non un circo, non c'erano i carceres (i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa) né la spina (il muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli) come ad esempio il Circo Massimo, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. L'obelisco che ora sta al centro della piazza non si trovava lì, ma viene dal circo Massenzio, che stava sulla via Appia.

Basilica Santa Maria Maggiore »
La basilica di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come Santa Maria della neve o come Basilica liberiana (dal nome del tradizionale fondatore, Papa Liberio), è una delle quattro basiliche patriarcali di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. Fu fatta erigere da papa Sisto III tra il 432 e il 440 e da lui dedicata al culto della Madonna, il dogma della cui divina maternità era appena stato sancito dal Concilio di Efeso (431

Basilica di San Pietro »
La basilica di San Pietro in Vaticano è una basilica cattolica che si trova a Roma, all'interno della Città del Vaticano, a coronamento della monumentale Piazza San Pietro. È la maggiore delle basiliche papali, spesso descritta come la più grande chiesa del mondo e centro del cattolicesimo. Non è tuttavia la cattedrale di Roma poiché tale titolo spetta alla basilica di San Giovanni in Laterano.

Basilica di San Giovanni in Laterano »
L'Arcibasilica Laterana o Lateranense, meglio nota come San Giovanni in Laterano, è la Cattedrale della diocesi di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Papa, contenendovi la cattedra papale o Santa Sede. È inoltre la prima delle quattro basiliche papali e la più antica basilica d'Occidente. Il suo nome completo è Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano madre e capo di tutte le chiese della città e del mondo

Basilica di San Clemente »
La basilica di San Clemente a Roma, dedicata a papa Clemente I, sorge nella valle tra l'Esquilino e il Celio, sulla direttrice che unisce il Colosseo al Laterano, nel rione Monti. Attualmente è retta dalla Provincia irlandese dei domenicani. Sebbene sia stata costruita nei primi anni del XII secolo da papa Pasquale II, dopo la distruzione di questa parte della città nel 1084 dai Normanni di Roberto il Guiscardo, col suo atrio, il suo coro cinto da un muro e i suoi amboni è il modello perfetto delle antiche basiliche di Roma. Pasquale II seguì, su scala minore, le linee di una chiesa più antica, ed utilizzò, adattandoli, anche alcuni dei suoi materiali. Il muro marmoreo dell'attuale coro, per esempio, risale a papa Giovanni II (533-535).

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Lidi e Spiagge

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Ristoranti

Himalaya's Kashmir »
In un ambiente caldo ed accogliente, immersi in una magica, tipica atmosfera orientale, lo staff dell'Himalaya's Kashmir vi invita a gustare le migliori specialità della cucina indiano-pakistana preparate nel rispetto delle antiche ricette tradizionali. Potrete apprezzare sapori e profumi dell'India del Nord scegliendo dall'ampio menù alla carta - con piatti tipici Tandoori e Mughlai - o tra i diversi menù a prezzo fisso: vegetariano, di carne o di pesce. Il ristorante, dotato di aria condizionata, è aperto tutto l'anno, anche i giorni festivi. Servizio Take Away.

Descrizione:
Indirizzo: Via Principe Amedeo 325, 327
Prezzo medio: € 20.00
Giorno di chiusura: nessuno
Sito web: www.himalayaskashmir.com
Email: info@himalayaskashmir.com
Telefono: Tel & Fax: 06.446107
Orari: tutti i giorni 11,30 - 15,30 / 19,00 - 24,00

Relazioni Culinarie »
Ristorante che propone soprattutto piatti della cucina meridionale,calabrese-siciliana.L'arredamento e' moderno e ricco di particolari interessanti,confortevole,e la cucina risalta i forti sapori del sud con un menu' tipico di quelle zone.

Descrizione:
sale private, accesso per disabili, aria condizionata, pagamento con carta di credito
Indirizzo: VIa Panisperna, 75
Prezzo medio: € 30.00
Giorno di chiusura: nessuno
Sito web:
Email:
Telefono: 0648930554
Orari: Cena: dalle 19.00 alle 02.00

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Via Condotti »
Via dei Condotti (per i romani semplicemente via Condotti) è una delle vie più famose e belle di Roma. Situata nell'area nord centro storico (il cosiddetto Tridente), questa strada caratteristica è una delle arterie che da via del Corso salgono a Piazza di Spagna. Il nome deriva dalle condutture dell'Acqua Vergine che nel XVI secolo Gregorio XIII fece derivare dal "bottino" (serbatoio) del Pincio (bottino che ancor oggi da il nome ad un vicolo lì presso), per servire la parte bassa del Campo Marzio. Al di là del Corso, infatti, il tracciato prosegue rettilineo, pur cambiando nome in "via della Fontanella di Borghese".

Descrizione: Oggi via dei Condotti è una delle vie dei negozi di lusso: le più grandi firme dell'abbigliamento, della pelletteria e della gioielleria possiedono una boutique in questa strada. Soprattutto nei fine settimana la via, come buona parte del centro della Capitale, è affollata di turisti che amano passeggiare lì dove storia e lusso si incontrano, magari sognando il mito della Roma anni sessanta.
Indirizzo: Via Condotti
Giorno di chiusura: sempre aperto

Intrattenimento

Teatro dell'Opera »
Prestigiosa e particolare, la lunga storia del Teatro dell’Opera di Roma. Negli assetti proprietari, nel profilo istituzionale, nell’identikit architettonico. Per quasi mezzo secolo, nel periodo incluso tra la sua edificazione (1879) e quando sarà acquistato dall’allora governatorato della città (1926) porta il nome dell’imprenditore edile, un romano d’adozione, che l’ha voluto, tenacemente voluto e tirato su, mattone dopo mattone. Domenico Costanzi affidò all’architetto milanese Achille Sfondrini, uno specialista nella costruzione e nel restauro di teatri, il compito di dotare finalmente la capitale di una sede consona al suo rango e al prestigio universale della tradizione lirica italiana.

Descrizione:

Il progetto messo a punto da Sfrondini privilegia il risultato acustico concependo la struttura come una cassa armonica: la sua forma a ferro di cavallo ne è una delle prove più evidenti. Poteva accogliere fino a 2212 spettatori, aveva tre ordini di palchi, un anfiteatro, una galleria. Il tutto sormontato dalla cupola di pregevole fattura affrescata dal perugino Annibale Brugnoli.

Terminato in tempi record, diciotto mesi, sull’area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, il Teatro Costanzi è inaugurato il 27 novembre 1880 dall’opera Semiramide di Gioachino Rossini. Sul podio il maestro Giovanni Rossi, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita.

Costanzi ha investito nell’impresa l’intero patrimonio personale. Ma per il perentorio rifiuto di riscattare il Teatro venuto da parte dell’amministrazione comunale, è obbligato ad assumerne lui la gestione diretta. Sarà suo vanto aver battezzato, nonostante le gravi difficoltà finanziarie, «prime assolute» di opere poi diventate famosissime. Valga un titolo per tutti: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni (17 maggio 1890).

C’è quindi un breve periodo con la direzione di Enrico Costanzi, il figlio del fondatore, cui andrà il merito di aver contribuito a un altro grande debutto: Tosca di Giacomo Puccini, il 14 gennaio 1900. Finché il Teatro non è acquistato nel 1907 dal poliedrico impresario Walter Mocchi per conto della Società teatrale internazionale e nazionale, una sua creatura, che gestiva alcuni tra i principali enti lirici italiani e ne esportava gli spettacoli e le compagnie nel Nord e nel Sud America, nella pausa estiva della stagione.

Nel 1912 Emma Carelli, celebre soprano e moglie di Mocchi, diviene direttrice e responsabile della «Impresa Costanzi», così chiamata dopo diverse trasformazioni di ordine societario. Nei quattordici anni della sua guida artistica moltissime le novità, per Roma e per l’Italia, presentate al Costanzi: come La fanciulla del West, Turandot e Trittico di Puccini; Parsifal di Richard Wagner; Francesca da Rimini di Renato Zandonai; Boris Godunov di Modest Mussorgskij; Sansone e Dalila di Camille Saint-Saëns e altre ancora; non ultima la Compagnia Les Ballets Russes di Serghej Diaghilev.

Il primo punto di svolta è nel ’26: il Comune di Roma, per volontà di Mussolini, decide finalmente di acquistare il Costanzi. La denominazione diventa Teatro Reale dell’Opera. All’architetto Marcello Piacentini è affidata la parziale ristrutturazione dell’edificio. In realtà, i cambiamenti da lui apportati rispetto a quello originario sono notevoli e sostanziali. L’ingresso, situato nella scomparsa via del Teatro (era dove ora si trova il giardino del contiguo Hotel Quirinale) è spostato sul lato diametralmente opposto. Si realizza così la piazza poi intitolata a Beniamino Gigli che accoglie ancor’oggi gli spettatori.

All’interno, l’anfiteatro è demolito e sostituito da un quarto ordine di palchi (l’attuale terzo ordine) e una balconata. Gli ambienti sono impreziositi e abbelliti con nuovi stucchi, decorazioni, tappezzerie. Spicca il maestoso lampadario del diametro di quasi sei metri, formato da ventisettemila gocce di cristallo, che domina e illumina la platea dal 27 febbraio 1928, giorno della seconda inaugurazione con l’opera Nerone di Arrigo Boito, diretta dal maestro Gino Marinuzzi. I lavori stavolta sono durati meno di sedici mesi. Ma non sarà ancora il look definitivo del Teatro. Trent’anni dopo si riaprirà il cantiere.

Con l’avvento della Repubblica era stata acquisita la denominazione di Teatro dell’Opera. Nel ‘58, in vista delle Olimpiadi del 1960, l’edificio subisce per volere dell’amministrazione capitolina una ristrutturazione e un ammodernamento ulteriori. Piacentini, cui è riaffidato il progetto, interviene radicalmente sulle architetture preesistenti consegnandoci l’odierna facciata con i relativi ingresso e foyer.

In oltre un secolo di vita, centoventotto anni per l’esattezza, l’Opera di Roma ha scritto tante pagine memorabili nella storia del teatro musicale, della lirica, della danza. È perciò impossibile anche solo elencare qui i compositori, i direttori, i cantanti, i danzatori, i registi, gli scenografi, i costumisti, i coreografi di fama che hanno calcato le sue tavole.

Nel tempo si sono succedute le voci più acclamate, da Enrico Caruso e Beniamino Gigli a Giacomo Lauri-Volpi e Fëdor Ivanovič Šaljapin, da Aureliano Pertile a Claudia Muzio, da Maria Caniglia a Maria Callas e Renata Tebaldi, da Montserrat Caballé a Marilyn Horne e Raina Kabaivanska, da Mario Del Monaco a Giuseppe Di Stefano, da Franco Corelli a Tito Gobbi, da Alfredo Kraus a Ruggero Raimondi, a José Carreras, Placido Domingo e Luciano Pavarotti.

Tra i direttori più illustri basterà ricordare il prestigio di Otto Klemperer, Arturo Toscanini, Victor De Sabata, Vittorio Gui, Tullio Serafin, Erich Kleiber, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Georg Solti, Claudio Abbado, Georges Prêtre, Zubin Mehta, Lorin Maazel, Mstislav Rostropovich, Giuseppe Patanè, Giuseppe Sinopoli, Wolfgang Sawallisch, Nino Sanzogno, Gianluigi Gelmetti.

I legni, i velluti, gli stucchi del Teatro dell’Opera di Roma hanno accolto e riprodotto le musiche di sommi compositori come Pietro Mascagni e Giacomo Puccini, Ildebrando Pizzetti e Ottorino Respighi, Goffredo Petrassi e Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero e Umberto Giordano e tanti altri. Così da identificarsi come culla per eccellenza dell’opera verista e del teatro musicale del Novecento.


Appuntamenti in Lazio - Da vedere in Lazio

 
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