
Belluno (Belùn in bellunese, Belum in ladino) è un comune di 36.462 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, e maggiore centro abitato della Valbelluna.
La parte antica della città di Belluno sorge su uno sperone di roccia in prossimità della confluenza del torrente Ardo con il fiume Piave. A nord si staglia verso il cielo l'imponente gruppo dolomitico dello Schiara (2565 s.l.m) con la caratteristica Gusela del Vescovà, il monte Serva (2133 s.l.m) con la sua mole e il monte Talvena, mentre a sud le prealpi separano il Bellunese dalla pianura veneta. Sempre a sud, nella zona del Castionese, si erge il Nevegal (pronuncia: Nevegàl) sul quale sono situati impianti di risalita e piste da sci.
Cenni storici
Le origini romane
La città fu fondata attorno al 200 - 220 a.C. e a partire dal 181 a.C. diventò una strategica base militare romana e il municipium Bellunum al tempo di Augusto entrò con un ruolo di primaria importanza nella Regio X Venetia et Histria. La particolare ubicazione geografica il controllo assoluto grazie alla costruzione della prima torre di quello che oggi è il castello di Zumelle, sulla via di comunicazione più importante verso il nord, la Claudia Augusta Altinate, la resero una roccaforte inespugnabile. Ciononostante i barbari invasero più volte la città ed iniziò il lento ed inesorabile tramonto della città romana, malgrado la temporanea riconquista da parte di Giustiniano.
Medioevo
Belluno rimase a lungo sotto il dominio longobardo (VII secolo d.C.) e carolingio (VIII-IX secolo). Con il X secolo si affermarono i governi aristocratici dei Vescovi-Conti, fu in particolare il vescovo Giovanni II ad espandere il dominio della città lungo tutto il corso del Piave (dal Cadore a Jesolo e da Bassano del Grappa a Venzone). In questo periodo si definì la città medievale con castello, cinta di mura, porte e torri.
Belluno è una delle località coinvolte nelle vicende che, tra l'XI secolo e il XIII secolo, vide come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini, guidata da Ezzelino che la conquistò nel 1249. Il centro è citato nel computo delle proprietà della casata, stilato dopo la sua sconfitta avvenuta nel 1260.
In seguito la città affronta un periodo di alterne vicende politiche che la vedono scontrarsi in sanguinose guerre contro i trevigiani[5] e passare sotto numerose dominazioni (Caminesi, Scaligeri, Carraresi e Visconti). Ma ben presto la superiorità di Venezia obbligò il governo bellunese ad optare, non senza gravi divergenze interne, alla dedizione spontanea alla città lagunare nel 1404 anno in cui si conclusero guerre esterne contro i Trevigiani e le lotte interne fra le varie fazioni.
Per un breve intervallo nel XIV secolo Belluno venne anche incorporata nell'immenso territorio della signoria veronese dei Della Scala, che si estendeva da Parma a Cividale del Friuli.
Appuntamenti in Belluno
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Da vedere in Belluno
Palazzo Crepadona »
Il Palazzo è stato realizzato nel Cinquecento per volere di Nicolò Crepadoni e la costruzione ha previsto l'inglobamento di alcuni edifici già esistenti.
Piazza del Duomo »
La parte che guarda Piazza Vittorio Emanuele, invece, risale al 1553 ed � di impostazione rinascimentale. Via Rialto con il neoclassico Palazzo Minerva, poco prima piegando a sinistra, Piazza Mazzini (palazzi Doglioni e Samaritani) con i caratteristici portici laterali, pi� avanti il Torrione, in zona privata, cerniera difensiva delle antiche mura settentrionali. Da via Rialto si arriva in piazza del Mercato e si continua per Via Mezzaterra tipicamente veneta e pi� gi�, piegando a sinistra e passando tutta via Brustolon con la Fontana della Motta, ecco il Seminario Gregoriano. Molti "tesori" sono conservati nell'attigua chiesa di San Pietro. Uscendo dal Seminario e prendendo a sinistra ci si addentra tra i "momenti" pi� silenziosi di Belluno. Piazza S.Maria De' Battuti con omonima ed antica chiesa (ora sconsacrata), la fontana di S.Elena ed il cinquecentesco "Ospedale" dei Battuti che introduce via Santa Maria. Pi� avanti, i palazzi Coraulo e Sammartino con Via Santa Croce ed i portici di palazzo Bolzanio; ancora più giù,
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