
Albidona è un comune di 1.601 abitanti in provincia di Cosenza.
Albidona è un piccolo ed antico centro montano posto tra l'Alto Jonio cosentino e il massiccio del Pollino, quasi ai confini della Lucania, a 810 mt sul livello del mare. A 12 km dal mare e a 18 km dall'alta montagna, la sua posizione geografica permette di avere un clima mite molto piacevole, e una situazione di vantaggio per i turisti che amano la natura, la tranquillità, i panorami mozzafiato e l'ottima cucina. I confini comunali arrivano al mare, comprendendo un breve tratto di pineta con spiaggia fra Amendolara e Trebisacce, in corrispondenza della Piana della Torre di Albidona. (ultimo periodo, fonte: avv. Rinaldo Chidichimo).
Cenni storici
Albidona conserva ancora oggi una storia antica e una tradizione radicata. È ancora viva la tradizione contadina anche se in alcuni aspetti modernizzata. Sta riprendendo vita la tradizione musicale con suonatori di strumenti locali come la zampogna, il tamburello, l'organetto, lo zufolo di oleandro ecc… e una rivalutazione di quelli che sono i riti tradizionali che si manifestano soprattutto nelle feste popolari come Sant’Antonio con l'innalzamento della “’ndinna”, l'albero della cuccagna, il 13 di giugno o San Michele, il santo patrono, venerato l'8 di maggio o ancora la Settimana Santa con canti dialettali.
Durante la festa Patronale di San Michele Arcangelo è possibile vedere, ancora oggi, molte persone (soprattutto donne) che durante tutta la processione (che dura da metà mattina fino al tardi pomeriggio) portano sulla testa "'U MiezzTummn" (mezzo tomolo) ..ancora oggi usato come unità di misura in agricoltura, soprattutto per misurare cereali quali orzo e grano che rappresentano la forma più forte di coltivazione terriera.
Lungo un pendio verso la fiumara Avena, si trova l'Abbazia della Madonna del Cafaro, ricostruita nel '700 dopo un crollo, contenente un'antica statua di Madonna con Bambino. La statua è oggetto di devozione e ogni anno il 15 agosto gli abitanti di Albidona la portano in processione nei campi circostanti, organizzando una tradizionale festa che unisce il sacro al profano. (fonte: avv. Rinaldo Chidichimo)
Tra i luoghi degni di visita, la Torre di Albidona, posta su una collinetta verso il mare, costruita contro i Saraceni nel XVI secolo e usata come vedetta contro possibili attacchi dal mare. Questo le porta ad avere oggi una splendida e suggestiva veduta. La Torre è appartenuta a lungo ai Monaci Basiliani, passando al Duca di Campochiaro e successivamente alla famiglia che ancora oggi ne è proprietaria. Si può visitare a richiesta. (fonte: avv. Rinaldo Chidichimo)
Altri luoghi da visitare sono sicuramente il Monte Mostarico, con il suo splendido panorama da cui sembra volare sopra tutta la piana di Sibari; la piccola Chiesetta della Madonna del Cafaro, immersa in una valle storicamente incontaminata dalla civiltà moderna; la Chiesa madre di San Michele Arcangelo di origini seicentesca con tele del settecento; Il piccolo, ma bello, centro storico.
Per chi passa per la prima volta da quelle parti è consigliabile fermarsi a degustare tutti gli squisiti piatti e salumi tipici della cultura Albidonese, che vanno dalla classica "soppressata Calabrese" ai più tradizionali "funghi, salsiccia e uova", "gliummarielli" e "sangue di maiale con pomodoro e peperoni". In particolare d'estate, oltre alla ormai collaudata "Sagra della salsiccia" vengono organizzate dal comune, varie manifestazioni culinarie all'aperto dove è possibile assaggiare sapori e piatti della tradizione locale; d'inverno invece l'appuntamento immancabile è con le "Crespelle di Natale"; mentre nel periodo Pasquale il pane degli Albidonesi diventa la "Cullura", che è tipica di quel periodo e che viene usata, appunto, come alternativa al pane classico fatto in casa che è un'altra tradizione (e specialità) che ancora resiste nelle case e nelle famiglie della maggior parte degli Albidonesi.
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