
Ábano Terme principale centro delle Terme Euganee, ha una popolazione di 19.559 abitanti. Situato nella provincia di Padova, ai piedi dei Colli
Cenni storici
Abano Terme è conosciuta fin dal VI secolo a.C. L'antico centro si trovava nel territorio dell'attuale Comune di Montegrotto Terme, come documentano gli scavi archeologici ed i numerosi reperti conservati nei musei archeologici di Padova ed Este. L'importanza che il luogo aveva nell'antichità è documentata dalle citazioni di numerosi scrittori latini, tra cui Plinio il Vecchio, Marziale, Tito Livio (che secondo una tradizione non confermata, qui sarebbe nato), Svetonio, Cassiodoro, Claudiano, con la denominazione di "Aquae Patavinorum".
Oltre a Tito Livio, qui sarebbero nati anche i poeti Gaio Valerio Flacco ed Arrunzio Stella. Si fa ricondurre l'origine del nome ad Aponus, il dio delle acque termali, che a sua volta risalirebbe ad una radice indo-europea "Ap" che significa "acqua". Le antiche terme occupavano una vasta area sul versante orientale dei Colli Euganei e raggiunsero il massimo splendore in età imperiale. Svetonio, che scrive a cavallo tra il I ed il II secolo d.C., riferisce che Tiberio, recandosi a guerreggiare in Illiria, si fermò ad Aponus per consultare l’oracolo circa l’esito della guerra: avuto un responso favorevole, gettò nella fonte alcuni dadi d’oro che erano ancora visibili ai suoi tempi. Con la caduta dell'Impero romano, anche le terme decaddero, tanto che Teodorico, tramite il suo ministro Cassiodoro, inviò una lettera all'architetto padovano Aloisius, perché provvedesse al restauro dei palazzi. Intorno al IX secolo, l'antico centro termale cominciò a sdoppiarsi ed il termine Aponus indicò il territorio dell'odierna Abano Terme. Le prime notizie certe dell'esistenza, in epoca medievale, di un centro abitato risalgono all'anno 971 e sono contenute nella Chronicon Farfensis redatto da Gregorio da Catino e riferiscono dell'esistenza in Abano di una chiesa dedicata a San Lorenzo.
Nel 1167, Cecilia appena quattordicenne aveva ereditato dal padre, Manfredi dei Conti di Abano, un considerevole patrimonio. Il suo tutore, Spinabello da Sandrigo, desideroso di accasarla degnamente, la promise in sposa a Gherardo, figlio di Tisolino della nobile famiglia dei Camposampiero. Ma Ezzelino I il Balbo, suocero di Tisolino, brigò in modo da dare in sposa Cecilia al proprio figlio Ezzelino II il Monaco. Lo scorno e l'affronto per i Camposampiero fu enorme: per vendicarsi, Gherardo, approfittando di un viaggio che Cecilia aveva intrapreso da Bassano del Grappa per visitare i suoi territori in Abano, rapì la giovane facendole violenza. Ezzelino II ripudiò Cecilia e, con l’appoggio del padre, prese le armi contro i Camposampiero in una lotta che doveva durare a lungo con stragi e distruzioni da ambo le parti e che si inquadrava nel più ampio contesto delle lotte fra il Papato e l'Impero. Ad Abano ebbe i natali, nel 1257, il celebre medico, filosofo, astrologo ed alchimista Pietro d'Abano, che tanto contribui alla diffusione della filosofiaAverroè. Abano seguì, nel Medioevo, le sorti della città di Padova e con essa, passò, nel 1405, sotto il dominio della Repubblica di Venezia. aristotelica rivisitata da
Più volte distrutta prima dagli Ezzelini e poi dagli Scaligeri, Abano ebbe nuova fioritura a partire dal '500, quando le grandi famiglie padovane (Cittadella-Vigodarzere, Dondi dall'Orologio, Capodivacca, Treves) e veneziane (Mocenigo, Malipiero, Moro, Morosini, Todeschini), alcune delle quali qui insediatesi già da alcuni secoli, diedero grandissimo impulso all'agricoltura ed alle cure termali.
Con la caduta della Serenissima, nel 1797, la vecchia nobiltà fu costretta a vendere i propri beni ad alcune famiglie della ricca e vivace borghesia padovana (Trieste, Sacerdoti, Luzzatti e Sette). Queste famiglie investirono forti capitali per migliorare la ricettività termo-alberghiera e diedero impulso ai primi studi scientifici sulle proprietà terapeutiche delle acque termali, ponendo così le basi della città moderna, la cui economia ruota proprio sul termalismo. Nel Collegio Elettorale di Abano Terme (che all'epoca si chiamava "Abano Bagni") fu eletto alla Camera dei Deputati, ininterrottamente dal novembre 1892 al maggio 1909 l'insigne economista Luigi Luzzatti. Nel corso della prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto, dal 5 febbraio 1918 al luglio del 1919, Abano Terme fu sede del Comando Supremo dell'Esercito Italiano, ospitando tutte le più alte personalità dell'epoca: Armando Diaz, che l'8 novembre 1917 prese il posto di Luigi CadornaStato Maggiore dell'Esercito Italiano, Pietro Badoglio e Gaetano Giardino, entrambi Sotto-Capo di Stato Maggiore, Ugo Cavallero all'epoca colonnello addetto all'Ufficio Operazioni, e futuro Capo di Stato Maggiore, Ugo Ojetti, ufficiale addetto alla salvaguardia delle opere d'arte, giornalista, scrittore e futura grande firma del Corriere della sera, Gabriele d'Annunzio, capitano pilota, che qui progettò il celebre volo su Vienna, Ferruccio Parri, ufficiale addetto al Comando e futuro Presidente del Consiglio, Giovanni Gronchi, all'epoca capitano addetto all'Ufficio Stampa dell'Esercito e che pare abbia contribuito personalmente, assieme al generale Domenico Siciliani alla stesura del Bollettino della Vittoria.
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